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mercoledì 31 ottobre 2012

“Halloween”: quando si critica a sproposito…


...e  le critiche ormai sono talmente tanto diventate un’abitudine, che ogni anno si ripetono a pappagallo, svuotate di ogni senso di realtà e coerenza. Un post irriverente, che cerca di offrire un punto di vista a cui non si da mai voce.


Sulle storiche origini di questa festa,  un numero sempre crescente di persone competenti ha già scritto abbastanza, grazie al cielo. Oggi, che è appunto il giorno “incriminato”, io mi voglio divertire, quindi, non tanto a ribadire che si tratta di una celebrazione riguardante l’Europa intera e che si perde nella notte dei tempi, bensì proponendo la mia confutazione di tutte le leggerezze che ormai si sentono dire ogni anno. E di cui, diciamocelo, non se ne può più!

“Halloween è una festa americana”: eccolo qui, il tormentone più amato dagli italiani. Quindi vediamo. Dire che si tratterebbe di una festa americana, potrebbe avere entrambi i significati di “nata negli USA”, e “attualmente festeggiata negli USA”.
Posto che nel primo caso, siamo davanti a una sciocchezza madornale (da chi è composto il popolo degli States, se non da una buona parte di immigrati europei, in particolar modo inglesi, che si sono trascinati con sé usi e costumi?), sarebbe vero solo il secondo significato: certo, attualmente negli USA si festeggia, ed è considerata con importanza.
E a questo punto: come mai, noi, italiani, cresciuti negli ultimi 40 anni col mito dell’America, che vestiamo Jeans e sneakers, ascoltiamo dal Jazz al rap, Jackson, Aguilera e altri artisti, importiamo Mc Donald’s e consumiamo ore di visione di film e celebri serie televisive  provenienti proprio dall’America, noi che ne imitiamo sistemi di gestione aziendale e ne acquistiamo la tecnologia, che guardiamo al popolo americano come fossero degli atlantidei, abbiamo pianto con loro l’11 Settembre e tutt’ora lo facciamo, seguiamo con il fiato sospeso le elezioni del Presidente USA.. come mai ci schifiamo se anche una  festa fosse realmente americana? Mi puzza quantomeno di incoerenza.


Vogliamo dare uno sguardo al cibo? Oh si, la nostra buona salsa di pomodoro, italianissima, parte della nostra cultura culinaria....peccato che il pomodoro sia stato importato dall'America, assieme a un bel pò di ortaggi che pure sono di quotidiano uso comune: patate, zucchine, fagioli (tranne che per i "fagioli dall'occhio", quelli esistevano già da un bel pò nel BelPaese), peperoni, mais, vaniglia...devo continuare?
La zucca si, ebbeh, è americana anch'essa... ma non mi sembra che venga usata solo per "intagliare" facce mostruose. Andiamo a dirlo a chi prepara in casa i tortelloni mantovani, che la zucca non fa parte della loro cultura?
Quasi quasi, ma si, propongo un boicottaggio di dolci e budini alla vaniglia. Eh si cavolo, "non è proprio roba nostra".

Ne consegue che, se l’essere americano bastasse di per sé a scatenare il nostro netto rifiuto, sarebbe da concludere che nella nostra cultura dovremmo rifiutare molte altre cose… che pur ci sono e ci piacciono anche. Ma siccome Halloween è una festa con origini europee, io ci andrei un po’ più cauta.


“Halloween è una festa consumistica”: qui mi scappa un sorriso. Primo: cosa non è consumismo, nella società di consumi che abbiamo creato? Si si, quella società il cui consumo sostiene l’economia, mi ricordo ancora la pubblicità che girava in TV, quella dove la persona che passeggiava con la borsa dello shopping riceveva i “grazie” di tutti i passanti. Quella società che ha inventato la “shopping terapia”, la stessa che dice “ora che c’è la crisi non posso comprare, ergo, mi deprimo”.
Ma noi siamo critici ed etici e contro il consumismo. Bene, tenetevi forte per ciò che sto per dire: è davvero Halloween la festa consumistica più terribile? O cielo, certo, ricordo benissimo di aver sentito piangere le persone perché non riuscivano più a sostenere le richieste, da parte del figlio, di un vestito da scheletro;  e le famiglie che non arrivano a fine mese non ce la fanno a permettersi il sacchettino di caramelle da donare a “dolcetto o scherzetto”. Eh si. Ho anche sentito dire che c’è chi ha contratto debiti, per comprare la zucca da intagliare o qualche altra decorazione domestica, ora che è aumentata l’inflazione …E oggi non riuscivo a entrare in panificio, tanto era la coda per comprare le ultime cose in preparazione della festa. Vuoi mettere, le famose code alle casse dei centri commerciali sotto Halloween?

Invece avete forse mai sentito di gente che dichiarasse di spendere la tredicesima in regali natalizi? Si signori. Se il consumismo bastasse in sé per “bannare” il Dolcetto-Scherzetto, il Santo Natale (che di Santo ha sempre meno), dovrebbe venire ben prima.
Si stima che nel 2011 ogni italiano in media abbia speso quasi 600 Euro in regali nel solo mese di Dicembre. Poi ci sono quelli che l’albero lo vogliono nuovo e fashion ogni anno, che le palline bisogna cambiarle perché sono vecchie, e la mia esperienza vede, nei punti vendita, scaffali di statuine presepe molto più grandi e spaziosi di quelli adibiti per i fantasmi e pipistrelli del povero massacrato Halloween. Qualcosa non mi torna.

Eppur non mi pare che nessuno intraprenda crociate contro il Natale…. Non credo sia una caso se, per gioco, digitando su “Google” le parole “festa consumistica”, il completamento automatico porterà a mettere il Natale in pole position, seguito dal nostro San Valentino(…) , e mettendo Halloween al terzo posto, ma giusto perché si ha la mania ormai di ripeterlo e ripeterlo e ripeterlo alla nausea, questo binomio “halloween-consumismo”.
Anche qui la coerenza suggerirebbe, di porsi qualche domanda sul nostro modo di festeggiare quella che per la “nostra cultura”(sarebbe ora di dire “per il mondo cristiano” scindendo da un generalizzato “nostra cultura”)  viene definita come “una delle feste più importanti” (assieme alla Pasqua).


Visto che ne ho appena parlato… argomento complesso questo: “Halloween non fa parte della nostra cultura”. Parte della confutazione a questa critica, si potrebbe rifare al paragrafo che risponde a “Halloween è una festa americana”. Mi viene solo un’aggiunta, di cuore. Prima di riempirsi di paroloni, bisognerebbe allora interrogarsi su “cosa è cultura”.
Sono stati scritti decine di tomi sull’argomento, da gente più in gamba e competente di me.
Mi limiterò a chiedere quale confine territoriale ed epocale  vogliamo usare per delimitare una “x” cultura. Molte delle peculiarità di Halloween, sono davvero somiglianti a tradizioni, del medesimo periodo dell'anno, tutt’ora esistenti in varie aree di Italia (penso al San Martin di Venezia, o all’usanza di trasformare zucche in lanterne sempre nel mio Nord-Est, ma non sono le uniche). Storicamente qui si è assistito a una forte cristianizzazione di antiche usanze provenienti da un più antico mondo agrario, più che in altre terre. Dal Natale a Ognissanti dalla Candelora alla Pasqua, non ci si è inventato da zero proprio nulla. Questa non è una mia tesi, è storia. Difficile perdersi nella notte dei tempi, vero, ma se di radici vogliamo parlare, beh, mi sembra che ci sia la tendenza a imporre alle radici di questa pianta chiamata “cultura” di rimanere abbastanza in superficie….

La cultura comunque, è lungi dall’essere un’entità statica e immutabile. Suvvia gente, così fosse, noi donne non avremmo diritto al voto, forse il nostro sistema economico sarebbe il feudalesimo, o qualcuno rivendicherebbe il diritto di tornare a vivere nelle grotte. Siiii! Più grotte per tutti!!

 Cosa sono poi “Italia” e “Europa”? Non certo delle entità geografiche-culturali sempre esistite così come sono adesso, men che meno chiuse in compartimenti stagni che impedivano la comunicazione con altre popolazioni, culture, stili di vita ecc… Eddai, la bella arte classica romana ci piace anche perché i nostri romani hanno “rubacchiato” dall’Antica Grecia; sempre dall’antica Grecia abbiamo importato una metodologia di pensiero che è stata poi usata AMPIAMENTE come base filosofica anche della religione cristiana (pur non essendo originariamente pensiero cristiano: penso al neoplatonismo ad esempio ) e dall’oriente, oltre all’architettura che rende bella Venezia e a buonissimi legumi, abbiamo letteralmente importato valori e religioni che non erano proprio proprio quelle dei nostri progenitori dell’ “Antica Europa”.
La bella musica classica italiana? Gli strumenti ad arco erano inesistenti fino al X secolo, "dalle nostre parti". Sono stati inventati e importati dall'estremo Oriente. E solo successivamente, elaborati e "fatti nostri".
Ma sarà mica che ciò che chiamiamo cultura altro non sia che una contiuna crescita, elaborazione, importazione di prodotti-idee-strategie di umani che vivono vicino a noi, che si mescolano o si pongono in rapporto dialettico con ciò che è venuto temporalmente prima di questi? Tutto fuorchè statica. Direi che il dinamismo è proprio della natura di ciò che chiamiamo "cultura".
Bene. L’idea della “fine di un ciclo (agrario, di vita umana, stagionale…)” , che è l’archetipo che sta dietro ad “Halloween”, è ben più antico di tutte queste importazioni di cui sopra.  In "Italia" era anche concretamente rappresentato dalla fine dei contratti agrari, e  per molti contadini questo periodo dell'anno rappresentava una vera fine. Spesso era necessario cambiare casa, assieme al luogo di lavoro, prima di iniziare la nuova stagione agraria. Un "capodanno" non solo celtico quindi.
Ma con l'idea della "fine di un ciclo" io credo di poter dire che anche oggi, ci facciamo i conti tutti i giorni, nell’ambito di quella cosa che si chiama “esistenza”. Fa parte del nostro bagaglio, non in quanto italiani, ma in quanto "umani". Questo, noi celebriamo.

“Halloween è macabra e deprimente, specie per i bambini, tutti questi mostri…”. Ora uscirà l’educatrice che è in me. Sciocchezze. Ai bambini, fa BENISSIMO vestire i panni di mostri, zombie, fantasmi, vampiri, e tutto ciò che fa parte dei nostri incubi più segreti (si, NOSTRI, anche della “nostra area e del nostro tempo”). Fa bene perché, in tal modo, sfondano un tabù: entrano in ciò che rappresenta le loro paure, e lo trasformano in modo scherzoso in un mondo che possono toccare, in cui vivere per un giorno. Esorcizzano. E l’effetto catartico è assicurato.

Ma signore e signori, se davvero vi spaventano queste creature provenienti dall’”oscuro mondo dell’aldilà” , me lo spiegate voi come mai Hollywood continua a stra-vendere produzioni cinematografiche più o meno horror, l’editoria si arricchisce con libri che narrano di affascinanti vampiri, storie che poi diventano film a loro volta, per TV assistiamo a serie che trattano di fantasmi, licantropi, morti che comunicano con i vivi, streghe buone e cattive, eccecc che continuano ad avere successo (perché sotto-sotto a noi piacciono tanto)?

“Halloween è una moda”. No comment. Anche l’I-phone è una moda, anche il SUV, eppur hanno un tal successo senza tutto questo casino…Halloween forse inquina meno.
In aggiunta, dire che qualcosa "è di moda" è il modo per screditare "qualcosa che non ci piace" più amato in questo paese. Di solito, lo si usa in riferimento a gusti e abitudini di una qualche minoranza che si discosta dal gregge. Un espediente retorico piuttosto facile e banale, che tenta di chiudere il discorso, usato da chi vuol tapparsi le orecchie, senza apportare argomentazioni più convincenti e senza dover ascoltare le reali ragioni dell'altro, date automaticamente per "superficiali" anche laddove non lo sono affatto. Assistiamo allora a presunte mode di "antipolitica", di "vegetarianesimo", di "religioni alternative" (ma per queste si tende a usare il termine "setta", più efficace perchè ha anche il potere di spaventare un pò evocando chissà quali pratiche proibite), di "parti naturali", di "medicina alternativa", ecc. ecc. Tutto ciò che è scomodo al pensiero dominante, finisce praticamente per vincere l'ambita etichetta di "essere una moda".

“Halloween non fa parte della cultura cristiana”. Beh, questa è l’unica critica vera. Secondo me però, non è una critica. E’ solo un dato di fatto. Con una precisazione…  In realtà la parola “Halloween” è cristianissima: l’etimologia deriva da” All Hallows’ Eve”, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa “Santo”: la vigilia di tutti i Santi, quindi.
Ciò che precede la cultura cristiana è, come già indicato, l’archetipo che alimenta la celebrazione stessa: “il termine di un ciclo, e l’inizio di un altro. Quello che ci sta oltre”. Un modello che ci appartiene -lo ripeto- come umanità, e  da cui lo stesso cristianesimo attinge arricchendolo di peculiari significati.


"Halloween è una festa satanista": mi ero dimenticata di questo assurdo tormentone.
Purtroppo, nella nostra Italia sempre pronta a credere alle superstizioni, qualche idiota ragazzino che non sa come altro attirare l'attenzione e quale identità sfoggiare per apparire sicuro di sè, che usa la notte di Halloween per fingersi "satanista" e imbrattare muri con scritte stereotipate tipo "666" o pentacoli rovesciati, attira i titoli dei giornali più di cose che meriterebbero davvero attenzione.
La notte del 31, Samhain, è su tutta un'altra lunghezza d'onda. Non si celebra "il maligno". Siamo dinanzi a dei culti basati sulla natura non su Satana e sulla dicotomia bene/male. Se la differenza non è chiara, il problema non dovrebbe essere mio. Ma di chi parla senza sapere di che parla....
Il paragone con l'"etnocentrismo" qui si applica benissimo. Come i primi antropologi, che chiamavano "primitivi" culture altre, solo per il fatto di non essere in grado di usare altre categorie di pensiero per comprenderle.
Stessa cosa: "non capisco, quindi ciò che non capisco è satanismo". O cielo, Medioevo proprio!
A quanto pare, branchie di movimenti spirituali che si rifanno al cristianesimo, come gli "holywings", hanno fatto di questa critica una sorta di loro bandiera. Quest'anno, pare stiano organizzando dei flashmob per impedire altre persone di festeggiare diversamente da come loro ritengono giusto.
Sembra che non siano capaci di trovare altra conferma della loro identità, che non sia il definire "l'altro" come nemico comune.  Il problema è serio per vari motivi. Il primo, perchè nel 2013 non mi pare possibile ancora ragionare con superstizioni provenienti dal Medioevo, il secondo, per il modo in cui queste persone non si rendono conto di agire allo stesso modo di coloro che mettono in piedi "guerre di religione". Il terzo, è che non accettano confronti alla pari e nemmeno spiegazioni da parte di chi "è dentro" alle correnti spirituali basate sulla natura (e, ripeto, non su SATANA, diamine!!!se poi per queste persone la natura è Satana, forse dovrebbero rivedere le loro priorità..), hanno puntualmente censurato ogni tentativo di giusta replica, e continuano a diffamare con l'accusa di "servire il demonio", inventandosi presunti "riti" osceni che non esistono.
Il quarto, comune anche a un certo sentire popolare, è che non sono capaci di distinguere tra coloro che seguono una spiritualità che, peraltro, in certi paesi è anche ufficialmente riconosciuta (Irlanda e Inghilterra, per esempio) da bravate di ragazzi in cerca di attenzione.
Ieri ho persino visto un banchetto di propaganda "anti Halloween", con una gigantografia con su scritto "la verità su halloween". La verità di chi???? Ma ancora c'è chi è convinto di possedere la Verità?? Ma dove finiremo, mi domando. Questa non è verità, è ODIO. Propaganda di odio, ad ogni costo.
I tempi delle Crociate e dell'inquisizione saranno pur finiti per qualcosa, non si può dare dell'infedele satanista a chiunque non la pensi come questi signori! Non mi pare che questo sia un comportamento in linea con lo stesso messaggio di Cristo, che anzi, ha sempre predicato la tolleranza. Il "Dio lo vuole!" lasciamo al passato. E iniziamo a imparare a tollerare anche altre filosofie.

"Tutti questi incidenti nella notte di Halloween, sembrano un castigo dai Santi". Si. Qualcuno è riuscito a scrivere questa cosa su uno dei più importanti quotidiani nazionali, lo scorso anno.
Lasciatemi dire una cosa, io mi occupo di adolescenti. No. I Santi che "castigano" non ci azzeccano nulla. Qui i problemi vanno chiamati con il loro nome. Se i vostri figli sono nel loro periodo di crisi adolescenziale, o hanno problemi di devianza, la ragione non cercatela nella metafisica. Ma nella loro vita di tutti i giorni, che forse in parte è anche la vostra.
Le bravate sono una cosa e l'adolescenza è una fase della vita. La religione è un'altra cosa.
Ci sarebbe altrimenti da chiedersi cosa avrebbe Dio contro i festeggiamenti di Capodanno, che ogni anno causano molti più incidenti della notte di Halloween. O contro l'uso delle automobili, prima causa di morte per incidente in molti paesi.
Ma... Dio che punisce, non era una cosa vecchia, non era che la venuta di Gesù ha insegnato un'altra cosa, rispetto a Dio? Ricordo male io?  ;)

Critiche inutili, perchè scatenano odio e intolleranza, piuttosto che accoglienza. E imprecise. Si farebbe una migliore figura a dire chiaramente perché, si è contrari a questa festa. E io credo potere sintetizzare queste parole mancate circa così: “Non sopportiamo che, dopo tanta fatica per sradicare delle tradizioni appartenenti a una cultura che abbiamo sempre ritenuto sbagliata, ci sia ancora qualcuno che non solo ne celebra una festività in modo così simile a quello del passato, ma che persino dica apertamente che questa demonizzazione ci sia stata.” E ancora “Non sopporto che, attraverso modi alternativi di celebrare una festa, si metta in discussione il fatto che esista una sola Verità”. Sarei molto contenta di sbagliarmi.

Se dava tanto fastidio l'idea che questo periodo evocasse feste appartenenti a religioni antiche, mi domando come mai non pensarci prima di far coincidere, praticamente di proposito, le celebrazioni di un'allora nuova religione... non solo nel medesimo periodo dell'anno, ma persino nel medesimo giorno! Ho capito "assimilare ciò che non si può distruggere", ma poi continuare a lanciare anatemi per 2000 anni, inizia ad essere noioso. Il bello, è che ciò non riguarda solo Halloween/Ognissanti.. ma anche Natale, la Candelora, Pasqua, Calendimaggio, la notte di San Giovanni...ho dimenticato qualcosa?

 Io personalmente, non credo ci debba per forza essere antitesi. Celebratela come il vostro cuore ritiene. Ma lasciate anche agli altri fare lo stesso, senza sbandierare la solita accusa di “relativismo”. L’orgoglio sa solo guastare le cose, creare dolore, e tra tutto,  forse rende "meno divini" e meno puri del celebrare serenamente "Dolcetto-Scherzetto".

Forse,  se ciò a cui assistiamo è sopravvissuto fino a qui e fino ad ora, è perché ciò che Halloween/Morti e Santi/Samhain richiama,  è un qualcosa di fortemente presente nell’inconscio di tutti noi. E onestamente, poco importa se viene festeggiato in modo cristiano, pagano, scherzoso da parte dei bambini. Si potrebbe coesistere senza fare inutili guerre perché in sostanza, ciascuno a modo suo, rende grazie e onora la stessa cosa. Cambia solo “l’interfaccia”.
Laura Ghianda, Samhain/Halloween/Ognissanti 2012 - rivisitato nel 2013

2 commenti:

  1. grande, leggo solo oggi, fuori periodo, ma mi è piaciuta talmente tanto che la condividerò! non ci sono molte riflessioni intelligenti in giro, bisogna incrementare l'uso delle teste per ragionare... ;)
    un abbraccione,
    fulvia - neve silente

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  2. si, diciamo che è un pò politicamente scorretto e irriverente, un pò diverso dal mio solito stile, ma mi sono arrabbiata un pò! ;)

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